Ipersensorialità: quando suoni, luci e stimoli diventano troppo intensi

Rumori che per altri passano inosservati, luci percepite come eccessivamente intense, tessuti difficili da tollerare, odori che provocano immediatamente fastidio.

L’ipersensorialità consiste in una maggiore reattività ad alcuni stimoli sensoriali e può interessare uno o più sensi. Non rappresenta di per sé un disturbo psichiatrico, ma può avere un impatto importante sulla vita quotidiana.

È particolarmente frequente nelle persone autistiche, ma differenze nell’elaborazione sensoriale sono state osservate anche nell’ADHD e in altre condizioni.

Che cos’è l’ipersensorialità?

Ogni momento il cervello riceve un’enorme quantità di informazioni provenienti dall’ambiente e dal corpo e deve selezionare quali siano rilevanti.

Nell’ipersensorialità alcuni stimoli possono essere percepiti con un’intensità o un’invasività maggiore rispetto a quanto avviene nella maggior parte delle persone.

Possono essere coinvolti:

– suoni e rumori

– luci, colori o ambienti visivamente molto ricchi

– contatto fisico e consistenza dei vestiti

– odori

– sapori e consistenze degli alimenti

– temperatura e dolore

– movimento e posizione del corpo

La sensibilità può essere molto diversa da persona a persona e anche cambiare a seconda del livello di stanchezza, stress o sovraccarico.

Come si manifesta nella vita quotidiana?

Una persona ipersensibile ai rumori può trovare difficile concentrarsi in un ristorante affollato, lavorare in un open space o utilizzare i mezzi pubblici.

Una sensibilità tattile può rendere particolarmente fastidiose alcune etichette, tessuti, cuciture o forme di contatto fisico.

L’ipersensibilità visiva può invece rendere faticosi gli ambienti molto illuminati, i supermercati, gli schermi o gli spazi particolarmente affollati di stimoli.

Il problema non è necessariamente l’intensità oggettiva dello stimolo, ma il modo in cui questo viene percepito ed elaborato.

Ipersensorialità e autismo

Le differenze nella risposta agli stimoli sensoriali costituiscono una caratteristica riconosciuta del disturbo dello spettro autistico.

Una persona autistica può presentare ipersensibilità in alcuni ambiti e, contemporaneamente, una ridotta sensibilità o una maggiore ricerca di stimolazione in altri.

Negli adulti autistici sono state documentate risposte sensoriali più intense in diversi domini, tra cui quello uditivo, visivo, tattile e olfattivo.

Questo significa, ad esempio, che una persona può essere molto sensibile ai rumori e allo stesso tempo ricercare determinati movimenti, pressioni o sensazioni corporee.

Ipersensorialità e ADHD

Anche nell’ADHD possono essere presenti caratteristiche sensoriali atipiche.

Una recente revisione sistematica e meta-analisi che ha incluso oltre 5.000 partecipanti ha rilevato nelle persone con ADHD una maggiore frequenza di sensibilità sensoriale, evitamento degli stimoli, ridotta registrazione sensoriale e ricerca di stimolazione rispetto ai gruppi di controllo.

Nella vita quotidiana questo può contribuire alla difficoltà nel concentrarsi quando sono presenti rumori, conversazioni, movimenti o altri stimoli concorrenti.

L’ipersensorialità, tuttavia, non è sufficiente da sola per formulare una diagnosi di ADHD o autismo.

Cos’è il sovraccarico sensoriale?

Quando numerosi stimoli si accumulano contemporaneamente può verificarsi quello che viene comunemente definito sovraccarico sensoriale.

Una persona può percepire progressivamente:

– irritabilità

– agitazione

– difficoltà di concentrazione

– bisogno di allontanarsi dall’ambiente

– stanchezza improvvisa

– difficoltà nel sostenere una conversazione

– sensazione di essere sopraffatta

Nelle persone autistiche il sovraccarico può diventare particolarmente intenso quando più stimoli si sovrappongono o quando la persona non ha la possibilità di controllarli o allontanarsene. Lo stress può inoltre aumentare ulteriormente la sensibilità agli stimoli.

Ipersensorialità e ansia

Ipersensorialità e ansia possono influenzarsi reciprocamente.

Sapere di dover entrare in un ambiente particolarmente rumoroso, affollato o imprevedibile può generare ansia anticipatoria. Allo stesso tempo, quando una persona è già ansiosa o sotto stress, la tolleranza nei confronti degli stimoli può ridursi.

Nell’autismo, una maggiore reattività sensoriale è stata associata anche a maggiori livelli di ansia e difficoltà emotive.

Per questo è importante comprendere se l’evitamento di alcuni contesti sia determinato prevalentemente da ansia sociale, dalla componente sensoriale oppure dalla combinazione delle due.

Come si può gestire l’ipersensorialità?

L’obiettivo non dovrebbe essere necessariamente abituarsi a sopportare qualsiasi stimolo.

Spesso è più utile individuare quali condizioni provocano maggiore sovraccarico e costruire strategie che permettano di gestire meglio l’ambiente.

Può essere utile:

– riconoscere gli stimoli maggiormente problematici

– programmare pause negli ambienti molto intensi

– utilizzare cuffie o protezioni acustiche quando necessario

– modificare illuminazione e ambiente di lavoro

– scegliere vestiti e materiali maggiormente tollerabili

– evitare, quando possibile, l’accumulo simultaneo di molti stimoli

– riconoscere precocemente i segnali di sovraccarico

Le strategie devono essere personalizzate: uno stesso accorgimento può essere molto utile per una persona e poco efficace per un’altra.

Quando può essere utile una valutazione?

L’ipersensorialità non richiede necessariamente un trattamento.

Una valutazione può essere utile quando la sensibilità agli stimoli interferisce significativamente con il lavoro, lo studio, le relazioni sociali o le normali attività quotidiane.

Può essere inoltre importante approfondirla quando si associa ad altre caratteristiche compatibili con ADHD, autismo, disturbi d’ansia o altre condizioni cliniche.

Comprendere il proprio profilo sensoriale può aiutare a distinguere una caratteristica individuale da una manifestazione inserita all’interno di un quadro neuropsicologico più ampio e a individuare strategie più adatte alle proprie necessità.

Se l’ipersensorialità o il sovraccarico sensoriale interferiscono con la vita quotidiana, oppure sono presenti altre caratteristiche compatibili con ADHD o autismo, è possibile richiedere una consulenza specialistica per un approfondimento clinico.